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Progetto “Io non mi gioco la pensione”

Il fenomeno del gioco compulsivo, dalla dipendenza da ‘gratta e vinci’ o da slot machines alle scommesse sportive e lotterie istantanee, è in continuo aumento negli ultimi vent’anni, in particolare tra i giovani, gli anziani e le donne. Tanto che dal 2017 la cura del gioco patologico rientra nei Lea, i livelli essenziali di assistenza sanitaria.

Il Piano Regionale[1] prevede attività di informazione e sensibilizzazione (a partire da baristi, tabaccai, gestori dei punti scommessa), interventi di prevenzione nelle scuole e nei centri anziani, programmi di cura e di riabilitazione, valorizzazione delle esperienze territoriali del mutuo aiuto. Tra le novità, oltre alla valorizzazione delle esperienze di auto-mutuo-aiuto, ci sono strategie di approccio per categorie: tra le nuove vittime del gioco i più vulnerabili appaiono gli anziani e le donne, oltre ai giovani specie se con basso grado di istruzione.

Da queste premesse hanno portato alla nascita del progetto “Io non mi gioco la pensione” , ideato all’interno del Dipartimento delle Dipendenze dell’ Aulss n. 8 fra operatori dell’ente pubblico Ser. D. Vicenza e del privato sociale:

  • Cooperativa sociale Nuova Vita onlus;
  •  Fondazione S. Gaetano;
  •  Cooperativa sociale Cosmo;
  • Cooperativa sociale Il Borgo;
  • Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII;

 Il principale obiettivo del progetto consiste nel sensibilizzare e promuovere la consapevolezza sulle problematiche connesse al gioco d’azzardo patologico ai soggetti non più in età lavorativa (pensionati/terza età).

 Le azioni che verranno svolte all’interno del progetto sono le seguenti:

  1. Mappare i gruppi territoriali della terza età e incontrare i loro referenti per definire le modalità più efficaci di incontro e comunicazione con il target.
  2. Realizzare incontri di sensibilizzazione/informazione sul territorio, aperti ai cittadini anziani/pensionati e condotti da esperti del settore, che facilitino la comprensione dei meccanismi che favoriscono l’instaurarsi della dipendenza del gioco.
  3. Realizzare, produrre e distribuire materiale informativo specifico per il target (terza età).
  4. Consegnare un test in auto-somministrazione per una rapida autovalutazione del rischio di dipendenza per il target del progetto.

Per valutare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto, si utilizza un progetto valutativo che comprende il monitoraggio, la valutazione di processo e di risultato da parte dell’équipe multiprofessionale con referenti dei diversi partner.

A seguire: sono presenti alcuni materiali informativi inerenti il progetto, come questionari, cartoline informative, locandine, ecc.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1]             La Regione Veneto con il Piano Regionale del Gioco d’azzardo Patologico approvato nel 2017 investe sulla prevenzione, sul trattamento di cura, sul recupero e sulla riabilitazione, con un approccio multidisciplinare e integrato, coinvolgendo anche le reti territoriali e il privato sociale.

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